Il giovedì (mattina e pomeriggio) presso il centro cinofilo La Tollara si svolgono valutazioni di cani che manifestano problemi di comportamento, difficoltà di relazione con altri cani o con l’uomo. Le valutazioni prevedono l’analisi del comportamento del cane nell’interazione con il proprietario, con altri cani, e test di valutazione delle risposte comportamentali per cani che hanno manifestato comportamenti di minaccia o di morso verso persone familiari o estranee. La valutazione può essere seguita da un programma di recupero comportamentale, quando necessario in collaborazione con veterinari comportamentisti. 
Molto spesso chi arriva in Tollara per una valutazione ha già sentito altri esperti, provato altre strade. Chi vive con un cane problematico è alla disperata ricerca di qualcuno che lo possa aiutare. Io preferisco iniziare ascoltando la versione del cane. Guardo il cane, guardo soprattutto gli occhi del cane, e osservo ogni sua reazione, cercando di entrare nel suo mondo, e di guardare il mondo con i suoi occhi. Poi ascolto anche i proprietari, perché il destino del cane è nelle loro mani, e perché ho imparato che se c’è un cane che ha bisogno di aiuto, ci sono anche persone che hanno bisogno di essere ascoltate e capite. Dalla valutazione nascono le prime ipotesi di lavoro, e ha inizio un lungo percorso di cambiamento e di conoscenza. Negli anni si è formato un gruppo di persone che frequenta con regolarità la Tollara. Arrivano da tutta Italia, e dalla Svizzera. Li unisce il desiderio di imparare a capire e aiutare i cani, e l’aver trovato un luogo dove non si sentono colpevolizzati e isolati.
Al nostro campo non esistono cani buoni e cani cattivi, persino un cane aggressivo non è isolato (gli intrepidi restano in campo anche con cani morsicatori, sapendo di non potersi muovere, non poter fissare il cane, non poter muovere le mani e dovendo tenere le spalle rilassate, pronti a assumere la formazione a testuggine :-)), tutti i cani sono ugualmente accettati.
La storia di Shani. Shani è una meticcia dal pelo rosso e gli occhi color ambra, adottata in canile. Non è aggressiva. Anche se probabilmente potrei farlo, non voglio etichettare Shani con il nome di una patologia. Shani è incapace di rilassarsi, i proprietari sono costretti a vivere con le persiane abbassate. Non fare rumore. Shani non dorme, zampetta tutta la notte. Sporca in casa. Ma, soprattutto, abbaia. Abbaia a qualunque cosa. Impossibile fare una passeggiata con Shani, senza che Shani si stravolga a forza di tirare e abbaiare. E’ uno di quei cani che quando lo vedi la prima volta pensi “da dove comincio?”. Ho un’idea, ma non so come spiegarla ai proprietari. Voglio mettere Shani con cani impegnativi. Cani che la costringano a pensare. I proprietari si fidano, e si affidano a me, lasciandomi libera di fare il primo passo. Shani incontra Sid. Incontra Lupo, Tex, Maia, Corso, Nobel... Le prime volte entra urlando, appena libera si lancia in piena corsa contro il cane, ancora urla e corse.
Poi comincia a pensare. Entra, e pensa. Fuori urla come prima, ma in campo non la senti, e la vedi ragionare. Il secondo passo è il modellamento. Il modellamento, lo shaping, non per insegnare un comportamento, ma per aiutare il cane a sviluppare competenze emotive e sociali, la capacità di controllare la frustrazione e lo stress, e la capacità di comunicare, ascoltare e dare informazioni che vengono ascoltate. C’è anche dell’agility,non come attività sportiva, ma più come attività fisica e mentale strutturata, unita al divertimento e la collaborazione con il proprietario. C’è un complesso lavoro sulla comunicazione dai proprietari a Shani, complesso anche per la mia tendenza a non dare regole precise, e a cambiare strategia da un momento all’altro, a seconda di quello che mi dice il cane.
Sylvie impazzisce dietro alle mie richieste: “reciproca se cerca la tua attenzione” “ignorala” “guardala, non vedi che ti sta parlando?” “non la guardare” “sostienila” “allontanati”.... Si lavora alla gestione in casa e fuori, e c’è la pallina come strategia di coping. L’idea di usare la pallina come strategia di coping è mia (risale alla mia convivenza con Matisse, la mia prima malinois), ma è dei proprietari l’idea di introdurla, con successo! con Shani. Shani oggi riesce a non reagire a diversi stimoli in passeggiata, cerca attivamente il contatto con le persone, usa la pallina quando inizia a aumentare lo stress, e ha iniziato a aiutare altri cani in questo difficile percorso di recupero di uno stato di equilibrio e di benessere. Shani è diventata un po’ la nostra mascotte, perché tutti al campo si rendono conto di quanto è difficile per lei migliorare, e di quanto sia l’affetto e l’impegno dimostrato dai proprietari.
Non ricordo se il primo video è la prima volta in cui ho visto Shani in azione, ma di certo è una delle prime volte. E di certo racconta bene la difficoltà di vivere con una cagna così reattiva e sensibile! Nel primo video incontra Nobel, un malinois gentile. Il secondo video mostra i segni di cambiamento: Shani corre incontro a Corso con andatura controllata, l’approccio è corretto, e Shani si allontana per tornare dai proprietari.
La storia di Leo. I proprietari mi telefonano e mi chiedono una valutazione, il cane ha morso tre persone di famiglia e diversi estranei, anche con ferite piuttosto gravi. Fissiamo il giorno della valutazione, ed ecco Leo, bellissimo cane fantasia di media taglia. Durante il test Leo manifesta aggressività “parossistica”, cercando furiosamente di mordere Barbara e i proprietari (nel test con la ciotola). E’ Leo il cane con l’occhio sbarrato e i denti di fuori dell’Etogramma dei comportamenti agonistici (vedi DVD del Gentle Team). Nessun dubbio che sia aggressivo...
I proprietari mi raccontano che ai primi comportamenti di minaccia si sono rivolti a un addestratore. Leo è stato buttato a terra di forza, quando ha provato a fuggire è stato bloccato, quando ha morso per liberarsi è stato impiccato fino a farlo svenire. Ha dovuto subire queste violenze per diverse volte, e naturalmente il problema è drammaticamente peggiorato. I proprietari sono persone splendide, non fraintendete. Conosco ben poche persone disposte a vivere con un cane che ringhia, mostra i denti e morde a chiunque, e morde! Hanno creduto fosse un male necessario per riuscire a vivere con Leo, e si sono fidati di una persona che si qualifica quale esperto. Quando i proprietari si rivolgono a me per un aiuto, Leo è un concentrato di paura e di rabbia, pronto a affondare i denti in chiunque lo tocchi. Scelgo di iniziare il programma con un corso di educazione. Barbara spiega ai proprietari come insegnare a Leo a esibire dei comportamenti per avere in cambio del cibo. Non mi interessa l’obbedienza, voglio solo che Leo cominci a pensare che al mondo c’è qualcosa di positivo. Zero aspettative, voglio solo aprire una piccola crepa nel muro che si è costruito addosso. Leo non mangia, cerca di aggredire Barbara. Dopo diverse settimane, inizia a mangiare.
A casa si esercita volentieri. Iniziamo la seconda parte del nostro percorso. Leo è in campo, con la museruola, mi aggredisce. Non reagisco, ma non mi allontano. Lascio che stia male, stiamo tutti male a vederlo così. Dopo diverse settimane sono in grado di avvicinarmi senza essere aggredita. Togliamo la museruola, mi abbaia, mi ringhia mostrando i denti, ma non mi aggredisce. Terza fase: i cani. Faccio incontrare a Leo i cani di Fabio, Gipsy e Glen. Momenti di tensione, ma Leo dimostra una grande curiosità verso i cani, e la loro presenza lo fa stare bene. Dopo diversi incontri, è in campo con Ambra, Arj, Bran, incontra persino Filly dimostrandosi lucido e determinato. Soprattutto, inizia a avvicinarsi al “gruppo sociale” delle persone, ci annusa, ci guarda (non lo toccate, non muovete le mani, non fissatelo, spalle rilassate :-)). Mi guarda, e mi saluta. Riesce a mangiare in campo, e ha cambiato sguardo. Non c’è più rabbia, non c’è più paura. 
INFO
Alexa Capra (corsi, valutazione del cane, ricerca scientifica)
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Daniele Robotti (webmaster, pubblicazioni)
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